la nostra proposta

Udine su misura
per gli Udinesi

La sua dimensione plurale e produttiva e la qualità dei suoi luoghi pubblici, ecco cosa definisce una città. Destinare, come accade oggi, la maggior parte dello spazio pubblico a servizio dell’automobile impedisce il corretto sviluppo di una città da ogni punto di vista.

È un processo che ha avuto una forte spinta a metà del secolo scorso ma che già da anni dimostra tutti i suoi limiti: crea enormi costi ambientali, economici e sociali e inibisce nuove e migliori opportunità. Le migliori buone pratiche internazionali e i casi concreti di tutte le città che funzionano dimostrano che la strada da percorrere è diversa.

Per riuscire a creare una città sostenibile, florida, inclusiva e sicura si tratta di mettere le persone e i loro bisogni fondamentali al centro delle politiche cittadine, facendo riferimento alle migliori buone pratiche codificate ma sapendole calare nel nostro contesto.

Questo lo si può fare solo avendo riguardo alla storia della nostra città e mettendosi in dialogo con chi ci vive e ci lavora.

Ripensare lo spazio urbano udinese, per renderlo più sano e accessibile, significa renderlo un luogo con migliori relazioni ambientali, sociali ed economiche. Un luogo a servizio delle persone e del loro lavoro.

Da dove partire?

Abbiamo presentato la nostra proposta generale in Comune (riportata in fondo alla pagina), al tavolo di lavoro sulla mobilità e il centro storico. Non è un mero “esercizio di stile”, ma una visione moderna, concreta e immediatamente praticabile su cui poter ridefinire lo spazio urbano udinese in modo armonico, ottimizzando le risorse impiegate e i benefici ambientali, sociali ed economici che si possono raccogliere. Ha trovato la convergenza di numerose realtà associative, economiche, professionali, anche con sensibilità distanti ma che vivono ogni giorno la città.

È una proposta che, oltre a salvaguardare per intero le richieste del quesito referendario da noi proposto – a differenza di quello che sta facendo l’amministrazione comunale – si spinge oltre, offrendo uno sguardo sistemico sullo spazio urbano udinese. È articolata in due macro sezioni.

I punti della proposta (parte A)

Una tavola grafica in cui sono indicati una pluralità di interventi di riqualificazione da eseguire entro il ring urbano, perché è un’area sensibile della città con ripercussioni di più ampio respiro. I casi pratici, infatti, dimostrano che è proprio il centro cittadino il punto da cui conviene iniziare profondi cambiamenti nell’organizzazione dello spazio urbano.

In quest’area si sono identificati dei luoghi sensibili su cui intervenire, un’area omogenea da caratterizzare come centro pedonale, tre assi viari da dedicare in modo forte alla mobilità dolce e l’anello della circonvallazione da dover rimodulare. Gli elementi puntuali e i dettagli forniti in questa parte sul come intervenire devono dialogare con le indicazioni della successiva sezione.

Le indicazioni generali e operative della proposta (parte B)

Si delinea una precisa chiave interpretativa dello spazio urbano fornendo delle linee guida a cui fare riferimento in tutti i tipi di intervento. Si tratta di indicazioni che sono scalabili e applicabili all’intero territorio comunale, a seconda delle specificità dei singoli quartieri, mantenendoli in costante dialogo tra loro. Oltre a indicazioni di carattere generale, vi sono indicazioni più puntuali sui temi più rilevanti che vengono coinvolti in un percorso di modificazione dello spazio urbano: trasporto pubblico, rete ciclabile, auto privata e parcheggi, aree pedonali, verde pubblico, accessibilità e PEBA e l’indispensabile opera di monitoraggio e gestione dei cambiamenti.

i punti della proposta

1. Piazza I Maggio
2. Porta di ingresso di Borgo Pracchiuso
3. Piazza Duomo
4. Ospedale Vecchio – San Francesco, Nico Pepe
5. Piazzetta del Pozzo
6. Piazza San Cristoforo
7. Vicolo Sillio – Caiselli (via dei Rizzani)
8. Piazza XX Settembre
9. Piazza Garibaldi – Scuola A. Manzoni
Asse Est-Ovest
Assi Nord-Sud
Anello della circonvallazione

 

Dettagli della proposta

1. Piazza I Maggio

Cuore verde della città.
Razionalizzazione dei parcheggi a raso.
Massima accessibilità verso il parcheggio in struttura.
Qui trovate la nostra proposta dettagliata  

2. Porta di ingresso di Borgo Pracchiuso

Realizzazione rotonda e riqualificazione ex distributore.
Massima attenzione alla percorribilità in bici.

Aggiornamento rispetto al documento di dicembre 2019: L’attuale amministrazione comunale, nei mesi successivi alla consegna della nostra proposta, ha realizzato una rotonda completamente autocentrica e senza la minima attenzione alla percorribilità in bici (sebbene su di essa confluiscano le ciclabili del ring e, in futuro, quella di via cividale). Inoltre, è stato fatto un intervento senza “allargare lo sguardo”: uno dei punti storici di ingresso in città (Borgo Pracchiuso) non è stato minimamente valorizzato e oggi si caratterizza come una sorta di svincolo.

3. Piazza Duomo

Luogo della memoria religiosa.
Valorizzazione del sagrato.
Ridefinizione degli spazi con razionalizzazione dei parcheggi.
Eventuale uso del verde.
Strategie di rifunzionalizzazione dei piani terra.

4. Ospedale Vecchio - San Francesco, Nico Pepe

Polo culturale.
Pedonalizzazione del tratto finale.
Sostituzione dei parcheggi con arredi multifunzione.

5. Piazzetta del Pozzo

Luogo di socializzazione.
Testa della rinnovata Via Aquileia e asse principale di accesso al centro storico.
Ampliamento area verde.

6. Piazza San Cristoforo

Spazio urbano per eccellenza da riqualificare.
Valorizzazione di scorci ed edifici.

7. Vicolo Sillio - Caiselli (via dei Rizzani)

Uno dei poli della “Movida” serale.
Già oggetto di Concorso di Idee nel 1994 vinto dall’arch. Mattioni.

Aggiornamento rispetto al documento di dicembre 2019: L’attuale amministrazione comunale, nei mesi successivi alla consegna della nostra proposta, è intervenuta su via dei Rizzani: un’area “di competenza” del largo al termine di vicolo Silio – Caiselli – Rizzani e che era appunto oggetto della nostra proposta. È intervenuta in modo antitetico alle previsioni della nostra proposta e, anche questa volta, senza mettere in relazione i lavori con le aree immediatamente adiacenti: il largo in questione non è stato riqualificato ed è rimasto un anonimo piccolo parcheggio. Inoltre, eliminando tutti gli alberi da via dei Rizzani, si è interrotto un collegamento ideale ed ecologico con largo del Pecile. La via dei Rizzani di oggi è un luogo meno qualificato di ieri. Si poteva e si doveva fare diversamente, come abbiamo dimostrato in modo inequivocabile con il nostro render a lavori appena iniziati (era dunque possibile fare una variazione in corso) e come già previsto da mesi nelle indicazioni generali della nostra proposta.

8. Piazza XX Settembre

Eliminazione del traffico parassitario dei mezzi privati alla ricerca di parcheggio: “strisce blu” sostituite con stalli per carico/scarico, mezzi pubblici di piccole dimensioni, mezzi collettivi al servizio delle attività ricettive, taxi.
Eliminazione/riposizionamento barriere fisiche e percettive (fioriere, panettoni, catene, edicola). Ampliamento dehors.
Collegamento con Largo Ospedale Vecchio.

9. Piazza Garibaldi - Scuola A. Manzoni

Polo scolastico del centro storico.
Ricavare luoghi “calmi” per gli studenti.

Qui trovate la nostra proposta dettagliata.

Asse Est-Ovest

con carattere di utilizzo privilegiato per pedoni e ciclisti (percorribilità bidirezionale).

Assi Nord-Sud

da costruire come principali vie di accesso della mobilità NON veicolare privata: pedoni e ciclisti – mezzi pubblici (percorribilità bidirezionale).

Anello della circonvallazione
Garantire la permeabilità sicura a pedoni/ciclisti.

Avanzamento dei marciapiedi sugli attraversamenti (maggiore visibilità/accorciamento zebre).

Sostituzione di tutte le piste ciclabili su marciapiede con percorsi non promiscui e completamento dei tratti ciclabili mancanti.

Indicazioni di premessa

avere spazi incentrati sulla persona;

pensare alla collocazione delle funzioni pubbliche in relazione in primis all’accessibilità pedonale, ciclabile e dei mezzi pubblici al fine di ottenere una città compatta e funzionale con riduzione del consumo di suolo;

sviluppare spazi urbani e tessuti connettivi con una maggiore attenzione alle qualità estetiche;

avere una città più accessibile alle persone con disabilità o con ridotte capacità motorie (a tal proposito i percorsi ciclabili sono in modo naturale percorsi senza barriere);

dare in una città delle dimensioni di Udine un’alternativa competitiva all’utilizzo dell’automobile, rendendo comodi e convenienti le modalità di spostamento a basso impatto (pedoni, bici, mezzi pubblici, micromobilità). L’accessibilità ai luoghi di chi sceglie di muoversi a piedi, con i mezzi pubblici o in bici non deve essere residuale o “rischiosa” ma incentivata a fronte di una riduzione di quella automobilistica nel contesto urbano;

migliorare il contesto urbano significa anche fornire un contesto migliore e più qualificato per gli operatori economici che vi operano, incrementare il potenziale turistico della città (in armonia con le altre politiche dell’amministrazione comunale e regionale) anche, ma non solo, con riferimento alle notevoli potenzialità di ulteriore sviluppo del cicloturismo;

le politiche di miglioramento del contesto urbano e di riqualificazione devono tenere in considerazione la necessità di spazi o modalità idonee a permettere lo svolgimento dei servizi (es. carico-scarico), aspetto necessario per il funzionamento economico della città.

Trasporto pubblico
Chiarezza sul suo utilizzo e sui percorsi: eventuale riduzione delle tratte a fronte di una maggiore frequenza e velocità.

Accessibilità completa. Condividere con i portatori di interesse le politiche in fatto di accessibilità ai mezzi pubblici.

Facilitare la fruizione dei mezzi con opportune politiche, innovazioni ed eventuale scontistica per target predefiniti (es. fruizione con app, campagne di abbonamento agevolato, scontistica su tratti casa-lavoro).

Da valutare il nuovo strumento dell’auto a chiamata e i “buoni taxi” per coprire il territorio o i soggetti più sensibili.

Integrazione tra il trasporto pubblico di linea, i servizi taxi e la nuova “auto a chiamata”.

Rete ciclabile

I percorsi devono risultare continui e fluidi ed essere dotati, per quanto possibile, di precedenza in modo da favorirne la fruizione, con beneficio della collettività nel suo complesso.

Le intersezioni stradali devono essere poste in sicurezza con gli opportuni accorgimenti tecnici (es. intersezioni rialzate, utilizzo del colore).

Il coinvolgimento delle associazioni che si occupano di mobilità ciclistica nella verifica dei progetti.

Consentire, con opportuni interventi, il transito ciclabile a doppio senso in ogni via del centro cittadino che deve essere complessivamente moderato al traffico.

Auto privata e parcheggi
Interdizione alla circolazione delle auto private nell’area indicata nel quesito referendario

Moderazione della circolazione automobilistica entro il ring urbano.

Riduzione del numero dei parcheggi a raso nel centro cittadino, e politiche che mirino alla piena occupazione dei parcheggi in struttura.

Prediligere stalli di sosta veloce.

Incremento delle zone 30 nel territorio comunale con opportune e armoniche modifiche delle strade. Obiettivo: città 30.

Possibile introduzione di zone 20 in spazi oggi aperti alle auto (e in cui voler moderare significativamente il traffico automobilistico) rendendoli promiscui e maggiormente idonei ad altri fini rispetto che al transito di mezzi.

Aree pedonali
Incrementare l’area pedonale rendendola omogena.

Valutare possibilità di “pedonalizzazioni a tempo” (es. fine settimana) per le aree (borghi) a margine del centro storico, in accordo con i soggetti presenti nell’area interessata.

Verde

Particolare attenzione al verde in città: da incrementare e renderlo elemento costituente dell’infrastruttura cittadina – Piano del verde.

Fare riferimento alla nostra proposta di delibera sul verde

Accessibilità e PEBA

Tutti gli interventi in relazione alla mobilità avranno la pregiudiziale di partenza di essere accessibili, secondo normativa e confronto con le associazioni del settore. L’ottica in tal senso dovrà essere quella del “design for all”.

Particolare attenzione è da mettere in tema di accessibilità al Trasporto pubblico.

Avviare un’indagine sul territorio cittadino, per lotti a partire dal centro storico, con particolare attenzione anche all’accessibilità agli esercizi pubblici e ai relativi servizi igienici. In un dialogo con le associazioni e le categorie economiche, valutare politiche di incentivazione per creare un circuito virtuoso che risolva questa problematica (es. politiche di incentivazione su TARI/occupazione suolo pubblico a fronte di interventi in tal senso anche ove non normativamente dovuti). Può essere considerato come un percorso del Comune, da compiere con il coinvolgimento del CRIBA, verso la definizione del PEBA.

Monitoraggio e gestione
Definire un piano di monitoraggio dei cambiamenti implementati gestito da un ufficio: raccolta dati, rilevazioni periodiche, definizione report.
Indicazioni di conclusione

I risultati e gli interventi sopra indicati si ottengono avendo cura – con riferimento ai pedoni, ai mezzi pubblici e alle bici – di un elemento cruciale e troppo spesso sottovalutato: l’attrattività. Questa si traduce e si ottiene nel rispetto delle seguenti proprietà:

  • continuità (relativa a percorsi, materiali, dislivelli e visuali);
  • riconoscibilità e immediata comprensione (es. ruolo fondamentale della segnaletica, uso del colore in particolare nelle intersezioni stradali, ecc.);
  • convenienza e comodità (evitare allungamento dei percorsi, evitare cambi di lato dei percorsi ciclabili con relativi attraversamenti, permettere in ambito urbano il doppio senso ciclabile nelle strade a senso unico per le auto) altrimenti i percorsi ciclabili o i mezzi pubblici non vengono usati;
  • assenza di promiscuità tra ciclisti e pedoni;
  • accessibilità, attuata nell’ottica del “design for all”;
  • sicurezza (la rimodulazione del modal split -ripartizione modale degli spostamenti- con aumento degli spostamenti a piedi/bici/mezzi pubblici costituisce intrinsecamente un fattore di maggiore sicurezza; ridefinizione dello spazio urbano secondo i criteri della moderazione del traffico ponendo particolare attenzione alle intersezioni, con valutazione di volta in volta a seconda dei contesti sull’opportunità di adottare principi di segregazione o promiscuità degli spazi, ecc.);
  • massicce campagne informative chiare ed efficaci dovranno indispensabilmente essere avviate per spiegare la nuova riorganizzazione e riqualificazione urbana e promuovere le nuove politiche a favore di pedoni, bici, mezzi pubblici, uso dei parcheggi in struttura.

In quest’ottica è quindi indispensabile sia procedere alla messa in atto di nuovi interventi che a una revisione degli interventi sin qui realizzati e presenti sul territorio cittadino.

La nostra proposta del 2019

A dicembre 2019 abbiamo presentato la nostra proposta generale in Comune di Udine, al tavolo di lavoro sulla mobilità e il centro storico.

Proposta presentata  

Un esempio

Tra gli innumerevoli che potremmo citare, è utile fare riferimento a un caso virtuoso in particolare: Pontevedra. Si tratta infatti di una città con delle importanti analogie con Udine: è una città del nord della Spagna di circa 83.000 abitanti (hinterland di circa 160.000 abitanti). Si tratta di una grandezza e di un contesto culturale comparabile a Udine e a cui dunque riservare particolare attenzione. A partire dal 1999 ha avviato una decisa politica di rimodulazione dello spazio urbano sottraendolo alle automobili e restituendolo alle persone e alle loro attività sociali, culturali ed economiche. I risultati sono eccellenti sotto tutti i profili: ambientale, sociale, economico, di sicurezza. L’elemento cruciale e che a noi è ampiamente mancato è intervenire in modo armonico, risoluto e con una direzione chiara.

Possiamo riassumere brevemente i risultati raggiunti da questa città con questo elenco e possiamo vederli nel video del Comune:

  • dal 2000 al 2014 il traffico auto è calato del 90%
  • il 70% degli spostamenti avviene a piedi o in bici
  • calo degli agenti inquinanti del 70%
  • calo degli incidenti del 60%
  • incremento della popolazione (è un luogo dove le persone vogliono venire a vivere e lavorare)
  • incremento sensibile delle attività economiche

Proviamo ora a pensare che tipo di gioiello Udine potrebbe rappresentare, senza quel velo pesante di grigio calato su di essa. Potrebbe davvero tornare la città dei giardini e diventare davvero una città per le persone. È un risultato che si può raggiungere, partendo dalla nostra proposta.