Pedonalizzazione e ZTL: il nostro Ivano Marchiol fa il quadro della situazione nella trasmissione “Pillole di Fair Play” di Udinesetv.

Nel 2022 siamo ancora di fronte ai soliti annunci su presunte grandi modifiche dell’area pedonale, sulla ztl e chi più ne ha più ne metta.

Siamo nel 2022 ma potrebbe essere il 2012 o il 2002, le condizioni in cui mantengono la città sono sostanzialmente le stesse. Nessun elemento fondamentale di come si muove la città e su come viene utilizzato il suo spazio urbano è davvero cambiato.

I problemi sono molti e di lungo periodo e oggi chi vive e chi lavora in città ne paga il prezzo. Negli ultimi 4 anni invece che portare elementi di soluzione a una situazione oggettivamente difficile, hanno deciso di aggiungere nuovi problemi con delle scelte fuori dal tempo che hanno continuato a premiare lo spazio per le auto invece di creare spazi pubblici di qualità a servizio delle persone. C’è un’eccezione a tutto questo: la pedonalizzazione di Mercatovecchio, la cui genesi civica promossa dal comitato autostoppisti (oggi Spazio Udine) con il percorso referendario e grazie all’impegno di migliaia di cittadini è sotto gli occhi di tutti.

Con i recenti annunci la situazione non cambia. Si tratta infatti dello stesso copione: rinunciare a un ragionamento complessivo sulla città, rinunciare di mettere al primo posto lo spazio per i cittadini, il verde e le attività economiche con uno spazio pubblico di qualità per premiare le automobili.

Lo spazio è finito e occorre fare delle scelte: preoccuparsi solo di tutelare le auto impedisce uno sviluppo urbano capace di migliorare la vita dei cittadini, sia le loro abitudini che le opportunità economiche e sociali che ne deriverebbero.

Sull’importanza di cambiare paradigma, Spazio Udine ha prontamente incalzato il Comune a più riprese e con proposte concrete e immediatamente realizzabili, senza però ottenere alcuna risposta. Oggi è evidente come intendano semplicemente cristallizzare la situazione pedonale di fatto. Al di là della positiva pedonalizzazione di Mercatovecchio, questa “cristallizzazione” dello stato attuale lascia inalterati i problemi. Ad esempio, la presenza di un centro pedonale non sufficientemente ampio, continuo e omogeno rischia di creare delle situazioni di grave congestione e di sosta selvaggia nella prima prossimità dell’area pedonale. Questo è, del resto, il risultato che abbiamo già potuto constatare in questi mesi con, ad esempio, Piazza Libertà e Piazza Marconi che sono diventati due parcheggi abusivi a cielo aperto. Anche per questo motivo, crediamo che un’area pedonale più ampia e più omogenea di quella attuale, unitamente a una seria promozione dello spazio a favore di bici e mezzi pubblici, sarebbe di beneficio per tutti e scongiurerebbe i soliti problemi.

Inoltre, a differenza di quello che propone l’attuale amministrazione, via Stringher dovrebbe essere pedonale. Nella proposta di riqualificazione di Spazio Udine, Largo ospedale vecchio, Piazza XX settembre e Piazza Garibaldi diventano un unico grande luogo collegato attraverso l’apertura dei passaggi, che sono già presenti, tra questi tre luoghi.

Si verrebbe infatti a determinare una nuova rilevante zona pedonale, a vocazione culturale, di grande interesse per la città e impreziosita dall’utilizzo degli immobili comunali presenti nell’area a favore di laboratori e spazi per artisti e artigiani.

A tal proposito, si ricorda che pochi mesi fa Spazio Udine, congiuntamente alla Scuola Manzoni, ha nuovamente sollecitato il Sindaco a compiere un passo in questa direzione attraverso il progetto di pedonalizzazione di Piazza Garibaldi. Spazio Udine ha proposto di farlo a costo zero nel periodo estivo per valutarne l’effetto e con l’obiettivo di renderlo permanente e di permettere ai ragazzi di rientrare a scuola in totale sicurezza con un luogo nuovo a loro disposizione. Anche in questo caso, nessuna risposta pervenuta.

I casi da poter ancora citare sarebbero numerosissimi, sia in centro che nei quartieri. Anche l’area di Piazzetta San Cristoforo è uno spazio urbano da riqualificare che rappresenta una naturale espansione della vita e delle attività della nuova Mercatovecchio. È infatti fondamentale scongiurare il rischio che si trasformi in un mero luogo di servizio assediato dalle automobili che, con o senza diritto, tenderanno a stazionarvi. Dai nostri confronti sul luogo, molte attività dell’area sono inclini a una “visione pedonale” di quest’area.

In buona sostanza, è assolutamente dirimente ragionare in termini di relazioni e di funzioni ovvero di come gli spazi si collegano tra loro e a cosa sono dedicati.

La mobilità, il destino economico, ambientale e sociale di una città sono infatti legati e per questo motivo la proposta di Spazio Udine ragiona in questi termini e riguarda tutta l’area entro il ring urbano, uno spazio minimo di partenza su cui intervenire. E questo stesso modo d’intendere la città, Spazio Udine intende applicarlo a ogni quartiere, secondo le proprie specificità. Quello che fa l’attuale amministrazione, invece, è continuare a ragionare in modo ideologico dove l’automobile è un tabù intoccabile che finisce per svuotare i luoghi di senso. Tutti i lavori che hanno fatto sono solo la mera conferma di un assetto urbanistico che ha già ampiamente mostrato tutti i suoi limiti e che ha contribuito alla desertificazione economica della città. Continuare a perseverare con questo tipo di decisioni, le stesse che hanno già condotto Udine nella condizione critica di oggi, produce danni reali che hanno dei volti e dei nomi. Sono i volti e i nomi di tutti le attività che hanno dovuto chiudere i battenti e di tutte le persone che in città non trovano più spazio e opportunità per incontrarsi e investire nel loro futuro, che è quello di Udine.

 

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