Persone, non automobili: l’epopea di via Mercatovecchio

13.09.2020 | Casi urbani

Udine accessibile, vivibile e sostenibile. Desiderio naïf e ingenuo? No, necessità reale e urgente.

Il nostro obiettivo è una città in cui tutti si possano spostare e possano accedere ai luoghi agevolmente, in sicurezza e in armonia con l’ambiente, insomma, una Udine rinnovata e moderna.
Dare una soluzione semplice ad un problema complesso è impossibile, nonché ingiusto per i cittadini, i progetti sono tanti e sono grandi ma bisogna cominciare a fare.

Le auto fuori dal centro sono l’elemento certo da cui partire. L’accesso indiscriminato delle macchine in centro storico non è coerente con nessun serio piano di mobilità sostenibile.
Nasce così la prima iniziativa promossa dal Comitato Autostoppisti: rendere pedonale via Mercatovecchio.
Un’azione forte, tangibile e inequivocabile sulla nuova strada da intraprendere, restituendo la via a chi la vive e ne fa il cuore pulsante della città. Un’azione indispensabile e di successo, a fronte di un’incapacità politica ultradecennale nel saper portare un risultato:

Il pressappochismo e l’incoerenza della Giunta ha reso l’iter della pedonalizzazione lungo e macchinoso, dalla raccolta di firme per indire il referendum (3.480 autenticate!), alla delibera per evitarlo con una chiusura a “tempo determinato”, fino ai mancati riscontri alle nostre richieste di essere coinvolti attivamente per fare fronte comune e raggiungere insieme la soluzione migliore per la città.

Se da settembre 2020, via Mercatovecchio è finalmente pedonale si deve a tutti i cittadini che hanno dimostrato, firmando la proposta referendaria, quanta sia la voglia di riappropriarsi della propria città e di viverla senz’auto. Senza il sostegno degli udinesi non ci sarebbe stato possibile arrivare fino a qui, avere la consapevolezza che gli obiettivi che si portano avanti sono condivisi è la prova che le proposte non devono restare solo belle parole e buoni propositi.

Siamo consapevoli dell’importanza di questo traguardo raggiunto, ma anche del fatto che non sia sufficiente. È un punto di partenza fondamentale, ricercato e voluto fortemente, ma non può e non deve rimanere fine a se stesso perché la ricostruzione della città comprende una pluralità di azioni ancora da compiere e di luoghi da valorizzare.

Il progetto che abbiamo inviato al Comune il 13 dicembre 2019, prevede la messa in atto di un programma ben più articolato, con un’idea che comprende la valorizzazione dell’intero centro città, perché l’unico modo per cambiare realmente le cose è modificare il modo di pensare e di vedere la città nel suo insieme, ogni singolo intervento deve essere integrato in una lungimirante visione d’insieme, un piccolo tassello di un grande piano coerente e armonico.

 

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