PNRR e Presidente della Repubblica: Udine tra grandi temi e piccola politica

24.01.2022 | Riflessioni

Concedeteci un parallelismo tra la (disastrosa) gestione della partita del PNRR da parte del Comune di Udine e ciò a cui assisteremo da oggi pomeriggio con l’elezione del prossimo Presidente della Repubblica.

In entrambi i casi si chiede una cosa alla politica: qual è la vostra idea di futuro?

Perché con il PNRR i Ministeri, il Governo, l’Unione Europea chiedevano ai Comuni “diteci quale futuro avete progettato per le vostre città. Se si tratta di un futuro serio, solido, realizzabile, vi daremo i soldi (tanti!) per concretizzarlo”. L’amministrazione del Comune di Udine non ha saputo rispondere alla chiamata. Non ha espresso un’idea chiara, un progetto concreto, un’idea di futuro per la nostra città, e com’è tristemente noto non ha ricevuto i fondi del piano. Certo, non sono mancati roboanti annunci su ferrovie, “Udine 2050”, e oggi su bidoni intelligenti per la raccolta differenziata (sic!). Ma all’atto pratico, nulla.

Di fronte a questo vuoto, il compito della politica non può certo limitarsi a puntare il dito e incolpare gli altri. Spazio Udine nasce proprio per uscire da questo malsano gioco delle parti e con la consapevolezza invece che il compito primario della politica deve sempre essere quello di proporre il proprio progetto per la città.

Spazio Udine ha voluto fare proprio questo, per colmare un vuoto di contenuti e prospettiva con proposte serie, pronte e immediatamente realizzabili.

Proposte che possono davvero migliorare la vita delle persone in città, senza dover aspettare chissà quale congiuntura astrale. Proposte che sono il frutto di un percorso pluriennale di confronto, condivisione e sintesi con la società civile udinese, il mondo associativo, dell’economia, delle professioni. Proposte che abbiamo offerto alla città, a Palazzo d’Aronco e al Consiglio. A dirla tutta, erano l’unica visione organica e coerente sul tavolo. È stata lasciata in un cassetto, a fronte del nulla. Ne prendiamo atto e per questo intendiamo impegnarci direttamente alla loro realizzazione con tutte le persone e le forze che, seriamente, metteranno finalmente Udine al centro del discorso, non invece i soliti bizantinismi con fantomatiche tattiche, nomi e presunte strategie di cui leggiamo sui giornali in questi giorni. Intendiamo continuare a farlo continuando a guardare in faccia la città e continuando a mostrare alla cittadinanza chiaramente i nostri valori e la nostra concreta e realistica prospettiva, che infatti è sotto gli occhi di tutti su spazioudine.it.

Nell’altra partita, quella per l’elezione del Presidente della Repubblica, si chiede ai partiti “diteci chi per voi oggi incarna più di ogni altro cittadino i valori della Repubblica, ed è degno di rappresentarla e servirla per i prossimi 7 anni”. Risposta: non pervenuta.

Ciascuno di noi, crediamo, avrà la propria risposta, tra le donne e gli uomini che hanno già servito lo Stato in passato, o si sono distinti per le loro azioni in ambito professionale, filantropico, culturale.

La politica no. Deve trovare il nome. Il profilo adatto, prima ancora. Ma dove? Nei biscotti della fortuna? E non si venga a dire che ancora non lo fanno per non bruciarlo.

L’esito è scontato, purtroppo. Come lo era per i fondi del PNRR. Il giorno dopo tutti a stracciarsi le vesti sbraitando “non ce l’hanno permesso”. Perché avere un colpevole, un nemico, è ormai la cosa più importante per la politica. Ed è molto più facile che avere dei progetti, degli ideali, dei sogni.

Noi crediamo invece che il compito della politica sia proprio quello di riversare ideali e sogni in un progetto concreto e trasformarlo in realtà.

Un progetto co-costruito e condiviso con la città, noi continueremo su questa strada che è l’unica che porta soluzioni vere per una Udine vitale, sana e giusta. Perché Udine non può più aspettare.

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