Piazza Belloni: un’altra soluzione era possibile

3.03.2021 | Accessibilità e inclusione, Casi urbani, Verde urbano

Creare una città a misura di tutti non è, purtroppo, quello che sta accadendo a Udine.
Gli alberi non sono barriere architettoniche, lo sono le cattive gestioni dello spazio pubblico e, nel caso piazza Belloni, lo erano tre scalini.

Sono state scorrette e ingiuste le continue dichiarazioni dell’Amministrazione, che motivava e giustificava le proprie decisioni dando la colpa – perché di questo si tratta – ai disabili. Dall’apertura di via Mercatovecchio “per consentire l’arrivo in centro ai disabili”, agli alberi in via dei Rizzani, fino a piazzetta Belloni: tutto spiegato con l’esigenza di accessibilità.

Queste giustificazioni erano pretestuose e false nel merito, come già dimostrato in numerose occasioni – un esempio è la proposta su via dei Rizzani. Abbiamo l’intero spazio urbano ostile alle persone con disabilità, partendo da alcuni uffici che si occupano proprio di disabilità, fino ai locali pubblici. Alberi abbattuti e più traffico non risolvono certo questo problema: non migliorano la vita a nessuno, tantomeno alle persone con disabilità.

Non si tratta esclusivamente di mancata sostenibilità ambientale, o di superficialità, ma della necessità più grande e profonda della costruzione di una città sostenibile a tutto tondo, anche socialmente.
In piazza Belloni, le possibilità di rendere finalmente accessibile quel luogo e la presenza del verde non erano in contraddizione.
Per l’accessibilità della zona non era affatto necessario abbattere alberi sani, perché c’erano tutti gli spazi e i modi per intervenire senza alcun abbattimento.
Dopo aver tagliato alberi che non dovevano essere abbattuti, abbiamo subito avviato una petizione per  il ripristino completo dell’area verde in una piazza Belloni resa veramente accessibile intervenendo sui tre gradini centrali.
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