Ex Dormisch: in preda alla confusione

8.05.2021 | Casi urbani, Ex Dormisch

Da subito, la notizia della costruzione del quinto supermercato nell’arco di 500 metri ci vede in campo per scongiurare questo ennesimo danno per la città. La percezione dei cittadini e degli studenti che frequentano la zona è contraria al destino che la Giunta ha pensato per l’ex birrificio Dormisch. All’interno di tale area, priva di servizi adeguati che rispondano alle esigenze di chi la vive, si deve e si può pensare ad altro.

Per questo motivo inviamo subito al Sindaco e a tutti i consiglieri comunali una lettera in cui è delineato un possibile percorso di soluzione, esposto anche durante un servizio di UdineseTV.

Un’azione concreta e un possibile percorso di soluzione elaborato anche a seguito del confronto e dell’ascolto di cittadini, studenti, professionisti e portatori di interesse. A tal proposito abbiamo anche fatto un’importante conferenza di approfondimento in cui con Ivano Marchiol di Spazio Udine si sono confrontati:

  • alcuni studenti del quartiere rappresentati in questo caso da Cristian Vezil. Ma fa piacere ricordare anche la virtuosa collaborazione con il Comitato studentesco Ex Dormisch.
  • L’ex assessore comunale alla pianificazione (e responsabile della più recente riforma dell’attuale Piano regolatore comunale) nonché consigliera regionale Mariagrazia Santoro.
  • Il presidente dell’ordine degli architetti Paolo Bon.
  • Il presidente dell’Accademia delle Belle Arti G. B. Tiepolo di Udine Michele Florit che ha avanzato disponibilità ad investire.

Spazio Udine ritiene che per un’area di tale importanza strategica, l’esito che ci si deve aspettare (e che si può ottenere) è quello di un edificio polifunzionale a servizio del centro studi e del quartiere. È un esito possibile e utile per la nostra città ed è quello che è emerso anche da questa interessante video conferenza di confronto che abbiamo organizzato e che potere seguire per un ulteriore approfondimento:

Queste azioni che hanno trovato eco sui media regionali, tra cui il TG3, udinesetv e il Messaggero Veneto hanno contribuito a rimettere in discussione un esito che sembrava già scontato. Dopo appena qualche settimana, infatti, il Sindaco riconosce la collocazione strategica dell’ex birrificio e che la necessità di trovare una soluzione con servizi diversi, per cittadini e studenti, è preferibile rispetto ad un supermercato. Dichiara anche che una soluzione in tale senso può avvenire solo con il coinvolgimento della Regione, per poi proseguire i lavori in un’ottica di collaborazione pubblico-privato, una posizione in linea con la procedura indicata nella nostra lettera e certamente ben diversa da quella di qualche settimana prima.

Sempre solo a parole, però, perché nei fatti, in sede di Consiglio regionale – nella recente legge Omnibus dei primi di maggio 2021 – le opposizioni avanzano la specifica richiesta di finanziare il Comune di Udine per l’acquisizione dell’area. Questa, però, non può essere accolta perché il Comune non ha avanzato nessuna istanza e non ha mostrato alcuna proposta progettuale.

Si parla, poi, del fatto che ci sia già un progetto, il quale prevedrebbe la demolizione di tutto l’edificio ad esclusione della “vela” sul lato nord – dove troverebbe posto il supermercato. Al di là di quello che leggiamo sul giornale, ad oggi non abbiamo certezza che questo progetto sia stato ufficialmente presentato in Comune. Stando alle parole del Sindaco, però, non sarebbe possibile opporvisi, in quanto tale progetto sarebbe in linea con le indicazioni del piano regolatore. Nella realtà, però, il presunto progetto presentato prevede di mettere il parcheggio e il supermercato in zone invertite rispetto a quanto prescritto – e non semplicemente indicato.

Di fronte a questa totale confusione, è necessario aprire un tavolo serio di confronto tra Comune, Regione, proprietà e varie proposte imprenditoriali, nel quale il Comune deve avere un ruolo propositivo e di guida (come mai accaduto finora).
Questo il render che abbiamo tutti visto sul giornale Messaggero Veneto:

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