Udine Nord

Chiavris, Paderno, Beivars, Godia

aree con spinte centrifughe rispetto alla città, sviluppo aree commerciali e gdo sull’asse di viale tricesimo, ampie aree residenziali, aree villagio storico come paderno, godia, beivars, rapporto con aree contermini, tpl, rapporto città/campagna, assi di ingresso alla città

Le nostre proposte per i quartieri di Udine Nord

 

Chiavris

 

Paderno

 

Beivars

 

Godia

 

Più in dettaglio

Con il nostro gioco da tavolo puoi muoverti sulla mappa della città e toccare con mano il nostro modo di intendere Udine come una città contemporanea: una città con un ambiente migliore che premia i luoghi di comunità e facilita la vita di chi ci vive e ci lavora. Lo puoi fare divertendoti e confrontandoti con i tuoi amici. Puoi vedere tutte le proposte che abbiamo costruito partendo dalle vostre domande e dal confronto che abbiamo avuto con molti di voi nel corso degli ultimi anni. Per ogni proposta puoi dirci cosa ne pensi e così possiamo continuare a co-costruire assieme la nostra Udine!

  • Parco del Torre
  • Beivars
  • Godia
  • via Monte Grappa
  • Chiavris
  • Paderno
  • via Piemonte
  • via Alessandria
  • Asse nord-ovest mobilità dolce
  • Parco Giorgini

Il nostro giro in bici a #NORD

Siamo partiti da Piazzale Oberdan. Il nostro Ivano Marchiol si è confrontato con il pres. dell’ordine degli architetti Paolo Bon (residente in quella zona in Udine) e hanno ragionato assieme sul potenziale di quella zona della citta: ad esempio la casa di Tina Modotti, l’ingresso di Borgo Pracchiuso, la zona abbandonata dell’ex distributore da poter valorizzare, una rotonda da dover modificare perché non è presente alcun attraversamento pedonale o ciclabile sicuro e poi il ring urbano che necessità di un profondo ammodernamento. Oggi infatti sono messi in diretta competizione pedoni e ciclisti e in diversi tratti è sacrificato lo spazio per il verde e per questo le radici degli alberi rendono impraticabili i marciapiedi. Tutto ciò a fronte di una distribuzione dello spazio non razionale e troppo sbilanciato a favore del traffico automobilistico. Ad esempio, si è creata un’enorme e larghissima strada (via Renati) che incentiva alla velocità automobilistica, nonostante la via passi proprio davanti a una scuola. Ancora una volta siamo di fronte ad una chiave interpretativa dello spazio cittadino che è vecchia, pericolosa e dannosa.

Ci siamo poi diretti in via Planis e via Montegrappa, siamo passati per il Parco Brun e ci siamo fermati per un confronto nello spazio del Mercato di viale Vat. Nel percorso abbiamo visto e capito perché i lavori svolti qualche anno fa in via Planis (parte della ciclovia FVG4) sono inadeguati perché mettono ancora una volta in conflitto i pedoni con i ciclisti e non migliorano lo spazio per il verde. Di fatto si tratta di un contesto infrastrutturale che legittima e tutela solo la mobilità automobilistica, impedendo ogni altro sviluppo. Questo tipo di interventi allontana Udine dalle necessità odierne e impedisce di avere uno spazio urbano sano e socialmente ed economicamente vitale. Purtroppo in tutti i giri che abbiamo fatto, abbiamo potuto vedere che la città sta continuando su questa strada fallimentare: come con i recenti lavori in via Cividale. Abbiamo poi continuato il giro per via Montegrappa, anche sulla scorta di una specifica richiesta che ci è pervenuta da diversi cittadini. Si tratta di una via ampissima (di 4 e più corsie) che attraversa un quartiere popoloso. È una via che merita certamente un’attenzione particolare, anche in funzione di rilancio e miglioramento della vita nel quartiere. Di certo non devono più essere fatti interventi inadeguati ed inefficaci come quelli di via Planis e via Cividale.

Ci siamo poi fermati al Mercato di viale Vat e abbiamo visto come viene utilizzato questo luogo e come si potrebbe intervenire. Il mercato va promosso e tutelato ma in modo più utile per tutti: in quest’area è possibile infatti utilizzare il verde per ridefinire e migliorare gli spazi per il mercato. In tal modo, oltre a qualificare ed abbellire l’area, si riesce ad evitare il fenomeno dell’isola di calore che quella spoglia distesa di cemento crea. C’è stato l’intervento di Antonio Giusa, residente del quartiere, che ha portato all’attenzione molti interessanti aspetti della storia di quel luogo. Un utilissimo bagaglio di informazioni, suggestioni e idee che permette poi di ripensare quello spazio in chiave contemporanea, per rispondere meglio ai bisogni di chi ci vive.

Abbiamo poi proseguito per Paderno, fermandoci di fronte alla scuola Marconi per un nuovo confronto con i residenti. Elisa Copetti ci ha raccontato il punto di vista di una famiglia che da qualche anno si è trasferita a Paderno da un altro quartiere di Udine. Abbiamo insieme visto gli aspetti positivi del quartiere, tra cui il grande polo sportivo, ma anche il rischio che corre di poter diventare un quartiere dormitorio in considerazione delle forti pressioni delle aree circostanti e di una pluriennale mancata attenzione allo spazio pubblico. Gli spunti non sono mancati parlando di via Alessandria, via Torino, della piazza-rotonda di Paderno, della vitalità della parrocchia e della proloco, dell’ampia area vicino al campo da calcio, del ruolo che il parcheggio di via del Maglio (questo si necessario) potrebbe avere per liberare diverse aree del quartiere dalle auto e poter creare di conseguenza dei luoghi di socialità. È stato anche interessante ripercorrere le vicissitudini che hanno riguardato l’area sportiva in relazione alla gestione e allo sviluppo dei lavori. Oggi siamo in una condizione in cui la città deve trovarsi pronta e capace, evitando tutti quegli intoppi che purtroppo hanno caratterizzano troppo spesso il nostro presente e il recente passato.

Abbiamo poi proseguito il nostro giro andando a Beivars dove ci aspettavano gli amici dell’associazione ALPI. Il dott. Mario Canciani e altri amici dell’associazione ci hanno spiegato le loro attività, illustrato l’orto botanico con le piante commestibili, quelle medicinali, quelle velenose e molto altro. Ci hanno raccontato le difficoltà di questa estate arida ma anche e soprattutto la loro esperienza diretta di vita di quello spazio: il grande e positivo significato ambientale e sociale che un luogo del genere dimostra di avere. Un luogo attorno al quale si sono create relazioni intergenerazionali e fruito da persone non solo di quel quartiere e che in quello spazio hanno anche trovato occasioni di collaborazione. Si tratta di uno dei tanti tasselli da valorizzare, migliorare e diffondere in modo più sistematico in città. Si tratta si uno dei tanti tasselli con cui costruire e rafforzare la comunità cittadina, aspetto fondamentale e indispensabile per permettere a tutti noi di riuscire a rispondere meglio a situazioni di crisi, incentivando l’aiuto e la collaborazione tra cittadini.

Il giro poi non poteva non concludersi con un meritato aperitivo presso l’agribirrificio di via Emilia, in cui poter continuare a confrontarsi in un momento di convivialità.